Cod.: TC.653201 Durata Totale: 01:03:09 Edizione: GIUGNO 2008 Periodo Storico: Barocco Autore: Ghezzi Ippolito (1650 ca.-1709 ca.) Esecutori: Voci: Patrizia Cigna, Andrea Fusari, Gastone Sarti, Marcella Ventura, Barbara Vignudelli; Violini: Katia Ciampo, Veronica Medina; Flauti: Pamela Monkobodsky, Nozomi Shimizu; Violoncello: Valentina Migliozzi; Violone: Alessandro Pivelli; Clavicembalo: Marco Ghirotti; Arciuliuto e concertazione: Roberto Cascio Organico: Cappella Musicale di San Giacomo Maggiore di Bologna Direttore: Roberto Cascio Note: PRIMA REGISTRAZIONE MONDIALE - WORLD PREMIERE RECORDINGWORLD PREMIERE RECORDING
Le poche notizie sinora raccolte su Ippolito Ghezzi, (in particolare la voce Ghezzi Ippolito, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani e Musici Agostiniani anteriori al secolo XIX, Stefano Luigi Astengo O. S. A., Firenze 1929) stabiliscono il luogo di nascita a Siena, o forse, a Sinalunga. Intorno al 1650 venne accolto a far parte dell’Ordine dei Monaci Agostiniani e progredendo nell’arte musicale, alla quale fu evidentemente educato, nel 1679 fu nominato maestro di Cappella della cattedrale di Montepulciano, ruolo che manterrà fino al 1700. Ignota la data di morte.
Molto forte e appassionato doveva essere il suo impegno nelle questioni teologiche. Già nella maggior parte delle opere musicali a stampa a noi pervenute, appare con il titolo di Baccelliere (in Sacra Teologia). La pubblicazione delle opere musicali non va oltre il 1709. Da qui in poi pare che l’interesse dell’autore sia quasi esclusivamente rivolto allo studio e alla pubblicazione di scritti religiosi. Infatti, la Biblioteca Comunale di Siena, conserva tuttora un buon numero di tali opere, tutte pubblicate dal 1714 al 1727. Tra queste: Salterio di dieci corde per gli esercizi di dieci giorni (Siena 1714); Vita di san Nicola da Tolentino e del b. Agostino Novello (Siena, 1723); Il pastore vigilante in addottrinare i fedeli nella fede di Cristo (Padova 1727), Vita di Maria sempre Vergine (Siena 1724), Manuale per i custodi della compagnia dei cinturati (Lucca, non datata ma con grande probabilità da far risalire a questo periodo).
Al pari di altri suoi confratelli, (come il grande Lodovico Zacconi da Pesaro, autore di uno dei massimi trattati musicali del cinquecento o come l’eremita augustiniano Stefano Vanni da Recanati), all’attività di musico-pratico e compositore, il Ghezzi associa la ricerca e il perseguimento della definizione di teorie musicali. In particolare, le sue speculazioni approdano al Setticlave Canoro, opera 6, stampata a Bologna nel 1709. Dedicata al suo allievo prediletto, Domenico Cavalcanti (che nel 1700 lo sostituirà nel magistero musicale della cattedrale di Montepulciano), l’opera, divisa in quindici capitoli, si ripropone di insegnare gli elementi musicali, et il modo di dare solfeggio à tutte le sette chiavi anco segnate con vari accidenti con una breve regola di sonare spostato e l’aggiunta di una settima sillaba alle sei già allora in uso per la salmodia.
Frequenti appaiono i rapporti con la città di Bologna, e quindi molto probabilmente, anche con i confratelli di S. Giacomo. Cinque delle sei opere musicali a noi conosciute sono uscite dai torchi delle officine bolognesi: Salmi concertati a 2 voci, andanti e brevi in stile lombardo, op.2, 1699; Oratori sacri a tre voci, op. 3, 1700; Lamentazioni per la settimana santa, a voce sola, op. 4, 1707; Dialoghi sacri ovvero mottetti a 2 voci con violini, op. 5, 1708; Il setticlave canoro, op. 6, 1709.
A queste va aggiunta l’opera I, intitolata Sacri dialoghi o vero Mottetti a 2 voci e organo, stampata a Firenze nel 1699.
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